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Ylaruam


PERSONALITÀ DEGLI EMIRATI DI YLARUAM

I miei sentimenti nei confronti di questo paese sono piuttosto contrastanti... amo la gente, i suoni, gli odori, e sopratutto la sua meravigliosa cucina... dite quello che volete, ma per me un cartoccio di ziffirrarri comprato nella giusta bancarella del suq vale tutti i piatti raffinati di tutte le Corti Reali del mondo...
D’altra parte, ebbi occasione, tempo fa, di assistere in pubblico ad un rito perverso e disgustoso che mi nauseò e che mi incollerì oltremisura, spingendomi a pronunciare un solenne giuramento di vendetta... e solo apprendendo che si trattava di un culto minoritario mi lasciai convincere a rimettere piede in quelle terre...

CHANI BINT FAUZA
di Eothien Nahar e John Sebastian Moran
Alta sacerdotessa del culto di Yeenoghu, cioè Ranivorus l’Hobgoblin sotto mentite spoglie, Chani è una donna pragmatica ed affascinante, colta ed intelligente, che ha risalito la scala gerarchica del suo Ordine più con l’intelligenza che con la devozione. Chani Prima, il culto di Yeenoghu era una delle tante minuscole religioni che affollano le capitali come Ylaruam. Lei, partendo da una minuscola città di provincia alla frontiera con Thyatis, ha portato ad esso nuova linfa, con la sua energia, i suoi agganci e le sue conoscenze altolocate, e il suo carattere risoluto e determinato. Ora il culto ha un grande tempio in una delle zone più belle e ricche della città. Donna estremamente coraggiosa, poiché pur non essendo particolarmente dotata dal punto di vista fisico e del combattimento, traffica da sola con personaggi potenti e gran sacerdoti di altri culti, conducendo con loro pericolosissimi giochi di potere, senza mai lasciarsi intimidire o mettere i piedi in testa. Ha una fitta rete di alleanze, ma anche un bel po’ di favori da restituire. In particolare con i chierici di Tha-To (pericolosi come pochi) ha in corso delle tresche volte a far ottenere influenza al suo culto.
È una persona tutto sommato non malvagia, anzi, spesso buona e gentile. Ha commesso delle azioni riprovevoli per alcuni (me per primo), ma sempre in buona fede. Di etnia Nithiana, il suo carisma trascinante e il suo talento nel destreggiarsi tra gli intrighi le derivano proprio dal pericoloso ambiente dove ha trascorso la sua infanzia ed adolescenza, prima di trasferirsi come novizia di Yeenoghu nel sud di Ylaruam, a soli quattordici anni.
Chani deve gran parte del suo successo al fatto di aver saputo rischiare spesso e volentieri il tutto per tutto. Nelle corrotte capitali dei regni desertici l’assassinio politico è sempre stato all’ordine del giorno, e le sanguinose congiure sono spesso state concluse con bagni di sangue. Questa piccola sacerdotessa, tutta sola e senza amici (almeno all’inizio), non avrebbe certo fatto percorrere tanta strada al suo minuscolo culto senza una protezione adeguata. Certo, ora Chani ha uno stuolo di guardie del corpo e armigeri (che comunque non sono riusciti ad impedire al mio amico Fëaringel di entrare di notte nella sua camera da letto...), ma l’unico di cui si fidi davvero quando la situazione si fa davvero brutta, è colui che l’ha protetta all’inizio della sua carriera: Mor il nero. Chani non sa bene chi sia in realtà o perché l’abbia protetta da tanti pericoli mortali. Né è minimamente convinta che sia un cuore d’oro. In realtà è conosciuto in tutti gli emirati e a Thyatis per la sua forza leggendaria e per delle imprese solitarie che sfidano ogni immaginazione. In molti lo temono, a Ylaruam, ed altrettanti hanno tentato (senza esito) di fargli la pelle o di fargli giurare fedeltà a qualche sceicco o principe. Mor oggi va e viene a suo piacimento da Ylaruam, sempre impegnato in imprese ardimentose in paesi lontani; ma quando Chani stava iniziando la sua turbolenta carriera, Mor era sempre dietro l’angolo, pronto a saltar fuori e a massacrare chiunque attentasse all’incolumità di lei. Chani ha però sempre avvertito la natura non umana di Mor, e suppone si tratti di un qualche stadio intermedio di non-morto. Ha anche avvertito una familiare aura in lui, qualcosa che le ricorda da vicino una persona da lei conosciuta tempo prima...
Aspetto fisico: Piccola, snella e flessuosa (1,59 per 54 kg.) Capelli ed occhi neri, labbra piene e ben carnose, carnagione chiara, è la tipica bellezza ylaruamiana. I suoi movimenti aggraziati rivelano una sensualità spontanea, provocante ma non volgare.
Chierico 9° liv., CA 10 (2), APR 1, Pugnale (base), Bastone (base), PF 38
Armi ed equipaggiamento: bastone magico (con il simbolo dell’ordine) +1 (Cura Ferite Critiche 2 volte al giorno), pugnale +1 (solo simbolico) corto e ricurvo, ingioiellato, vesti sontuose e spesso trasparenti, gioielli sacri, simbolo sacro (un arbusto di profilo, con gambo e foglia laminata e piatta, che sembra una scimitarra), almeno 30 MO e 20 MP, diadema in oro giallo e gemme (1000 MO), 3 falchi da caccia. Solo in viaggio: cotta di maglia leggerissima +2, 3 pozioni Cura Ferite Leggere, 2 pozioni Cura Ferite Gravi, mantello +1 (protezione e TS), cavallo corsiero (valore 500 MO), velocissimo, dromedario con alcuni otri d’acqua ed erba per le bestie, almeno 300 MO.
Ricchezza personale: circa 210.000 MO in monete e 30.000 MO in gemme e gioelli vari.
Caratteristiche: F 7 IN 16 SA 15 DE 9 CO 15 CA 16

MOR IL NERO (vero nome EUMENE FOCEO)
di Eothien Nahar
Circa 10 anni fa, al confine tra Ylaruam e Thyatis, il giovane Eumene Foceo, valoroso capitano di legione dell’armata Thyatiana, di stanza al confine per sedare delle rivolte, visse un’avventura epica e tragica che coinvolgeva una Chani solo novizia del suo culto. Di certo Eumene si era innamorato perdutamente di Chani, la quale lo ricambiava completamente. Fu alla fine di questa avventura che Eumene, per salvare Chani da una mortale minaccia, perse la vita. Lei fuggì lontano, ed in salvo, sebbene disperata per la perdita di Eumene. Il suo spirito tormentato tuttavia attirò l’attenzione degli Immortali Hel (padrona delle reincarnazoni) e Nyx (signora della notte e protettrice delle nuove razze di non morti). Permisero a Eumene di rimanere con Chani, almeno per proteggerla, donandogli l’elmo stregato. Questo gli permise di rigenerare completamente il proprio corpo. Tuttavia le Mor il nero due Immortali avevano atteso di proposito qualche minuto di troppo prima di donarglielo. Il suo corpo era difatti già morto, e quasi del tutto disgiunto dall’anima. Eumene si rialzò con l’elmo in testa, illeso, venti centimetri più alto, e con una forza ed una resistenza poderose, ma non vivo.
Era diventato una specie di non morto, con la mente e i ricordi di quando era vivo, e un corpo invincibile. Decise che se quello era il prezzo che doveva pagare per stare ancora un po’ con il suo amore, lo avrebbe pagato di buon grado. Come detto, agli inizi Mor (il nome assunto da non morto) era quasi l’ombra di Chani. Col passare degli anni, e con l’attenuarsi dei rischi che Chani correva, la natura entropica dell’elmo e delle due “benefattrici” che glielo avevano donato cominciò a farsi sentire. Gradualmente, Mor dimenticò il suo passato e la sua famiglia, così come il sentimento per Chani. L’elmo (contro ogni previsione) non fu in grado di eradicare completamente l’amore di Eumene per Chani, lasciando al suo posto solo un desiderio di protezione quasi fraterno. Ora Mor è libero da ogni legame, e vaga per Mystara in cerca di sangue da spargere e di enormi mostri scagliosi e zannuti da abbattere...
Aspetto fisico: 205 cm. per 130 kg., occhi rossi, capelli (in vita) neri.
Guerriero non-morto 20° liv., CA -5, APR 2, Ascia lunga (Gran Maestro), Scimitarra (esperto), Pugnale (base), PF 96 (104).
Ricchezza personale: ignota, si suppone molte decine di migliaia di MO, nascoste chissà dove, principalmente in forma di gioielli e gemme.
Equipaggiamento: ascia dell’estrema difesa +2, se il possessore è stretto all’angolo in sovrannumero ed in grave difficoltà e/o pericolo di morte, l’ascia diventa +3 con doppio danno finché il pericolo non passa, scimitarra magica +1, +3 Vs. Costruiti, pugnale magico +1, corazza di piastre magica +2, nel crogiolo di fusione è stato versato il sangue di quattro tipi diversi di drago, quindi protegge permanentemente il possessore come un incantesimo di “protezione” valido contro tutti gli elementi ed acidi, veste lunga di protezione +2, rosso scarlatto, cavallo da guerra nero, bardato (CA 3).
Elmo stregato integrale, bicorno: il vero pezzo forte di Mor, l’elmo è senziente e particolarmente intelligente. Spinge il portatore a cercare gloria in battaglia ed a non temere confronti di alcun tipo. INT 9, Ego 12, AM: Caotico. Poteri: concede 1 DV extra a chiunque lo indossi, protezione +2, infravisione a volontà entro 30 metri, individuazione del Magico e dell’Invisibile, ciascuno 3 volte al giorno, rigenerazione di 2 pf al minuto. Nutre una sete di sangue particolare per le creature incantate (tipo Gargoyles) ed i non morti. Quando lo si indossa per la prima volta, se il possessore non è almeno di 12° lvl. e non ha almeno Forza e Costituzione maggiori o uguali a 16, l’elmo si stringe di colpo infliggendo 2d6 pf per round finché non viene rimosso.
Caratteristiche: F 19 IN 12 SA 13 DE 17 CO 17 CA 8
Poteri speciali e debolezze: +1 ai TS contro Incantesimi che influenzano la mente o l’anima, semi immunità al risucchio energetico dei non morti (può fare un TS contro Incantesimi), immune alle malattie normali; i veleni hanno su di lui potenza, durata ed efficacia dimezzate. Le emorragie sono dimezzate. I non morti ed i paladini capiscono subito la sua natura. Le armi sacre o benedette gli infliggono 1d10 pf aggiuntivi. L’acqua santa gli infligge il normale danno (1d8). In presenza di luce solare intensa (non basta quella del tramonto) ha -3 a tutte le attività, ha TS -2 contro luci forti ed abbaglianti; corsi di acqua corrente lo intimidiscono e lo rendono nervoso (deve fare un check di Saggezza per attraversarli). Un chierico lo scaccia come un non morto “speciale”, ma non può mai distruggerlo. Deve riposare per 12 ore filate, 1 volta ogni settimana, di giorno, altrimenti perde 1d100 pf. Per ucciderlo definitivamente bisogna portarlo a -10 pf e poi rimuovere l’elmo, o si rigenera completamente. Le pozioni curative hanno su di lui effetto dimezzato ed hanno il 30% di probabilità di non funzionare. L’incantesimo Resurrezione gli infligge 1d20 pf. Viceversa, l’incantesimo Morte gli cura 1d20 pf.

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